Io e il Carpfishing...
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Ultimo Aggiornamento: 26/4/2009
Descrivere in poche righe, che cosa rappresenta per me il carpfishing è difficile.
E’difficile per il fatto che sicuramente non riuscirei a farvi capire a parole cosa sento veramente per questa mia folle passione!
Alle volte penso quasi sia un amore! Diverso da quello che noi comunemente siamo abituati ad intendere, ma se siete delle persone abituate ad amare, forse mi capirete…
Il carpfishing mi aiuta nella vita, essendone lo specchio sul quale correggere errori, sedare ansie e combattere paure.
Questo ti porta a svegliarti il mattino con nel cuore una sensazione strana, un brulicante formicolio che ti si espande nel petto e ti fa sentire vivo e per questo felice.
Per lui ho sfidato paure, ho dormito di notte, da solo, in luoghi poco raccomandabili….
Per lui ho vinto la paura più grande: stare da solo con me stesso, senza farmi del male, trovando i giusti equilibri, conoscendomi a fondo.
E’ stato bellissimo.
Ho conosciuto tanta gente, ho conosciuto persone meravigliose che rimarranno sempre con me.
Ho visto albe e tramonti, piogge torrenziali e neve, un martin pescatore , un airone e un fagiano, una lepre, un cervo… un leone! Ho girato in lungo e in largo, visitato posti incantati, alla ricerca non della carpa record, ma soltanto di me stesso!
Il carpfishing mi ha guidato come un angelo custode attraverso le insidie della vita e sulla via mi ha dato una luce per trovare dei tesori.
Ho trovato la forza d’animo nella ricerca di nuovi stimoli, ho trovato la gioia che deriva dalla sconfitta….
Con lui mi sono trovato e ritrovato, mai perso!
Avrete capito!
Amo il carpfishing, lo amerò sempre!
PULIZIA ALLE CAVE DI CASALE SUL SILE -ATTO SECONDO-
Domenica 16 Marzo 2008, il Lovely carp club di Treviso, associazione che raggruppa oltre 90 soci appassionati della moderna tecnica di pesca alla carpa, denominata “carpfishing”, sede periferica dell’associazione nazionale CFI (CarpfishingItalia), ha organizzato per il secondo anno consecutivo, una giornata dedicata alla pulizia di un luogo culto per la loro tecnica, ossia le cave di Casale, a Casale sul Sile (TV).
Questo club divulga la disciplina del carpfishing, che è approdata in Italia sin dai primi anni ’90.
Non esiste nessun’altra tecnica di pesca che contenga valori etici così alti. Oltre al pesce che viene liberato ogni volta, con tutte le possibili cure, anche la cura dell’ambiente ricopre un ruolo fondamentalmente importante.
Detto questo, ogni parola diventa superflua e quasi scontata…
…Quando, una Domenica mattina nella quale le previsioni dicono che pioverà, e piove dappertutto, ma non sulle cave di Casale. Quando arrivano oltre 50 persone, piene di buona volontà . Per tutti un paio di guanti ed un sacco vuoto per la spazzatura e non vedono l’ora di iniziare.
La zona viene in breve invasa da un esercito felice e festoso, ma al tempo stesso silenzioso di rispetto.
La festa è nel cuore.
Fronti imperlate di sudore, tolgono dal verde bidet , water , frigoriferi e cucine economiche…Dall’acqua vengono ripescati uno scooter, una bici e una carriola… Braccia e visi graffiati dai rovi: una batteria per l’auto, bottiglie di vetro sporche di pantano rinsecchito, piene d’acqua putrida, inghiottite dalla terra che tenta di soffocarle per farle sparire. Solo i nostri badili mettono fine a quest’ incubo…
Si respirano sorrisi. Amicizia e collaborazione sono nell’aria...E si vede il sole… Due mani estirpano 10 metri quadrati di telo di nailon che oramai ha lo stesso colore della terra che da anni stà soffocando.
Il nostro passaggio è sentito e si vede.
Siamo capaci di lasciare le tracce della nostra presenza, grandi abbastanza per cambiare quelle tracce.
Abbiamo voglia di essere un esempio, di dare una forma al nostro pensiero.
C’è il sole a Casale, non pioverà, non ancora, non qui…Domani un fiore in più potrà crescere…Questo è sicuro!
La cosa che lascia l’amaro in bocca è che per il secondo anno consecutivo, nessun organo competente si è fatto carico per lo smaltimento dei rifiuti raccolti.
Anche quest’anno, infatti, sarà l’associazione di pescatori ad accollarsi tali spese.
Non è assurdo?
Ringraziamo tutti gli intervenuti e quelli che hanno contribuito con proprie donazioni al buon esito della giornata: Edilizia Pizzolato,di Villorba e la ditta Zorzi.
Stefano Forcolin -Lovely carp club-
Ad inizio settimana avevamo temuto tutti per l’esito di questa manifestazione.
Le previsioni non davano nulla di buono e la pioggia, avrebbe potuto rovinare tutto.
Alle 08.00 iniziano ad arrivare delle auto, in via Delle Cave. Non piove, ma non c’è neppure il sole. Come l’anno scorso. Siamo sicuri che il nostro lavoro sarà un po’ più leggero, non è la prima volta che passiamo di qua. Sarà servito a qualcosa…Arrivano ancora auto, alcune da lontano.
Si materializza così un folto gruppo di carpisti. Tanti stivali, guanti e berretti dentro ai quali vibra una forza poco comune, un incantesimo raro, perché rara è la forza che muove questi uomini. Una forza che non ha forma, ma che si respira e si sente dentro all’aria umida che speriamo non cada su di noi. Non ci mettiamo molto a capire di quanto sia tutto sbagliato e, purtroppo, tutto da rifare. Urla forti ma silenziose, mai del tutto sopite ci chiamano! E’ giunta l’ora! Il messaggio è stato capito! Erba non ancora cresciuta e gemme crude sono lo stato di una primavera che stenta ad arrivare o forse sono solo una benda tolta piano nella notte, su ferite profonde, che fanno male. Intanto braccia forti tirano corde, che alleviano pesi, che soffocano da tempi immemori, quadrati di terra putrefatta e scura, come il buio di un sole mai visto. E ancora…E ancora…
Il sudore imperla quelle fronti e colora i cappelli di un verde un po’ più scuro, non c’è il sole e forse per questo è meglio, e neppure piove, come in un dipinto dove una mano invisibile ha pensato a tutto, ha capito tutto.
Macchie di persone scivolano silenziose in tutte le direzioni, chi attraversando l’acqua, molti appesi ai camion e sembrano muoversi come un esercito di angeli, che una forza grande, rara e misteriosa, oggi ha guidato sin qui…
Le previsioni non davano nulla di buono e la pioggia, avrebbe potuto rovinare tutto.
Alle 08.00 iniziano ad arrivare delle auto, in via Delle Cave. Non piove, ma non c’è neppure il sole. Come l’anno scorso. Siamo sicuri che il nostro lavoro sarà un po’ più leggero, non è la prima volta che passiamo di qua. Sarà servito a qualcosa…Arrivano ancora auto, alcune da lontano.
Si materializza così un folto gruppo di carpisti. Tanti stivali, guanti e berretti dentro ai quali vibra una forza poco comune, un incantesimo raro, perché rara è la forza che muove questi uomini. Una forza che non ha forma, ma che si respira e si sente dentro all’aria umida che speriamo non cada su di noi. Non ci mettiamo molto a capire di quanto sia tutto sbagliato e, purtroppo, tutto da rifare. Urla forti ma silenziose, mai del tutto sopite ci chiamano! E’ giunta l’ora! Il messaggio è stato capito! Erba non ancora cresciuta e gemme crude sono lo stato di una primavera che stenta ad arrivare o forse sono solo una benda tolta piano nella notte, su ferite profonde, che fanno male. Intanto braccia forti tirano corde, che alleviano pesi, che soffocano da tempi immemori, quadrati di terra putrefatta e scura, come il buio di un sole mai visto. E ancora…E ancora…
Il sudore imperla quelle fronti e colora i cappelli di un verde un po’ più scuro, non c’è il sole e forse per questo è meglio, e neppure piove, come in un dipinto dove una mano invisibile ha pensato a tutto, ha capito tutto.
Macchie di persone scivolano silenziose in tutte le direzioni, chi attraversando l’acqua, molti appesi ai camion e sembrano muoversi come un esercito di angeli, che una forza grande, rara e misteriosa, oggi ha guidato sin qui…
In via Delle Cave cade la pioggia, che lava la terra nera e soffocata.
In via Delle Cave splende il sole che tanti angeli, un pezzetto hanno portato.
In via Delle Cave splende il sole che tanti angeli, un pezzetto hanno portato.
Dedicato a tutti quelli che c’erano…
LE INTERVISTE DI PESCARE CARPFISHING:
STEFANO FORCOLIN
di Roberto Ripamonti
-D. Stefano, una breve presentazione per i nostri lettori:
-R. Non nego che provo un’emozione incontenibile nel vederti con quel registratore acceso in attesa della mia risposta. Proviamo! Nel quotidiano faccio l’artigiano e precisamente il piastrellista, uno di quelli che pur di lavorare si è messo in “ginocchio!” Ho 44 anni e sono sposato dal ‘91 con una ragazza di Trieste, abitiamo a Treviso ,città dove sono nato e cresciuto e ora sono padre di una coppia di “piccole canaglie” di 12 e 17 anni. Sono sempre “sotto pressione” e la mia sfrenata passione mi costringe agli straordinari, mi piace molto mangiare e bere bene, sicuramente una sfaccettatura del carpfishing che adoro è proprio questa.
-D. Quando hai scoperto di avere una certa propensione per la pesca?
-R. Mia madre, nei suoi racconti, mi parla spesso di mio padre Dino (non c’è più dall’età di 42 anni) lui aveva il coraggio di perdere giornate intere di lavoro (chi di noi non lo farebbe) per dare la caccia alle allora grosse trote del Sile. Una in particolare, la Fario di 5,2 kg, che fece storia anche per la settimana di lavoro che gli costò! Con un papà così, era impossibile non essere geneticamente manipolati, lui mi indirizzò sin dalla più tenera età verso quelle meravigliose sponde del Sile a pescar “gobbi”, intanto la febbre per la pesca si impadroniva di me , per non lasciarmi più. I miei più bei ricordi della presenza di mio fratello Leonardo, di me più giovane, che prematuramente se ne è “andato” all’età di 25 anni , li conservo per quei momenti sul Piave, di notte ad anguille, alla “passata” con la Bolognese, nel ferrare quei bellissimi barbi oppure i meravigliosi cavedani, con noi c’era sempre mio cugino Roberto Schiavinato e insieme le abbiamo provate veramente tutte, dai grossi lucci e black bass dello spinning, alle numerose trote con la “tremarella” o il “rodolon”, passando per le squisite “marcandole” del Piave , alla risalita delle cheppie prese con il “Mepps del 4”,gli sgombri di Rimini ed i “go” sugli scogli a Caorle, poi orate, branzini e “menole” in Jugoslavia con Gianni, mio suocero , grande maestro e pescatore di mare, per concludere con gli spinarelli (scomparsi!?) presi con l’amettiera da sopra il ponte della centrale di Silea, che robe!
-D. E il carpfishing?
-R. Ho scoperto questa meravigliosa tecnica nel Febbraio del ‘92, attraverso un articolo apparso su una rivista che puntualmente compravo. In quel periodo mi stavo concentrando ed affinavo le mie tecniche della pesca alla carpa con i soliti metodi tradizionali; quale migliore occasione per provare quello strano tipo di innesco esterno, con quelle palline gialle alla banana (banana??) chiuse in vaschette del tipo “Philadelphia”... I primi esiti furono a dir poco sconfortanti, tanto da non essere presi nemmeno in considerazione e tali da tenere alto il mio spirito di rivalsa per molto tempo e che ancora oggi è vivo più che mai. In breve fui raggiunto da mio cugino Roberto che veniva da un periodo di pesca a mosca, di lì a poco abbandonammo tutte le altre tecniche per dedicarci ad un amore che ci aveva completamente ammaliati. Ancora oggi siamo una “vera” coppia di carpisti (con tutta probabilità tra le più vecchie rimaste in Italia) e non nego che molte volte “il cugino” è riuscito a darmi la forza per continuare, del resto molte delle intuizioni e tanti imput per gli articoli escono dai suoi suggerimenti, in azione poi, è un vero Drago! Compagno di pesca sincero e leale, amico insostituibile. Poi un giorno andai al Weissensee per conoscere uno dei miti della pesca , fu così che conobbi Roberto Ripamonti , da quel giorno la mia vita di pescatore divenne più intensa , la mia passione ed il mio trasporto raggiunsero vette da prima mai avvicinate. Impegnarmi in questo senso mi gratifica molto, scrivere mi è sempre piaciuto e scrivere per qualcuno che legge, poi, mi rende ancor più felice! Di questa grande opportunità , caro Roberto ti sarò per sempre grato!
-D. So che sei a capo di un buon gruppo di C.F.I. Lovely carp club, vuoi parlarcene?
-R. Chi mi conosce bene, sa quanto io ami Lovely carp club, un progetto nato e sviluppato per riuscire a fare carpfishing sempre, anche quando non si è a pesca, questo gruppo grazie a chi ha lavorato e a chi è tuttora impegnato, è diventato un esempio da seguire, riceviamo continuamente degli elogi sul nostro operato, questo oltre a gratificarci ci sprona a fare sempre di più e meglio, certo che con un gruppo di amici così, tutto è più facile, sono convinto che solo grazie alle iniziative delle varie sedi di C.F.I. assieme alle riviste specializzate si potrà compiere quel salto di qualità al nostro carpfishing, per guadagnare un posto in prima fila nel panorama europeo.
-D. Puoi darci una tua impressione sul carpfishing italiano?
-R. Il nostro movimento sta mutando, l’esempio dato dai più grandi è stato fondamentale per allentare le tensioni e smorzare gli attriti. qualche errore è stato compreso e questa direzione, puntata sulla grande divulgazione etica (lavoro di gruppo, pesi delle carpe, rispetto tra i pescatori ecc.) è quella giusta. Personalmente le ultime vicende mi portano ad essere molto ottimista e guardando dal di dentro il nostro mondo io vedo un grande fermento fatto di scambi, gemellaggi, iniziative lodevoli, in tanti abbiamo capito che stare insieme è bello, spero che tutti possano comprendere che queste situazioni sono vitali per tutti noi e per il futuro del nostro hobby.
-D. Hai una sessione che ti è rimasta nel cuore ?
-R. Su questo non ho dubbi, subito il nastro dei miei ricordi si riavvolge per tornare a quelle meravigliose giornate in compagnia di mio cugino Roberto, con il quale avevamo deciso di sfidare una grande cava del milanese, Roby stava passando un momento molto difficile della sua vita ed aveva proprio bisogno di staccare la spina. L’ultima notte di pesca, in un’ atmosfera ed un susseguirsi di avvenimenti che sembrava quasi surreale, riuscimmo a mettere in secco quello che era il suo miglior personale : un mammut di 22 kg!! Nel resto di quella notte la nostra vita ,i nostri ricordi, ci balenarono alla mente, è inspiegabile, fu come accarezzare da vicino il destino...Per quel pesce, per il mio amico ed i suoi sentimenti contrastanti, quella sera piansi lacrime di felicità. Sensazioni uniche che, a pesca, non riprovai più, nemmeno il giorno del mio record personale.
-D. Descrivici la tua attrezzatura...
-R.Agli attrezzi da pesca ci si deve affezionare perchè diano il massimo nel momento del bisogno, le mie MILLENNIUM sono canne davvero speciali per me, che in certi casi denotano una forza “interiore” difficile da capire, quasi fossero “vive”. Averci catturato sinora i miei pesci più belli è il motivo di esservi particolarmente “attaccato” . Sono sempre comunque aperto ad ogni nuovo evento, e non mi tiro mai indietro nel provare nuove cose. Grandi mulinelli carichi di treccia,Swinger e segnalatori con le batterie sempre cariche, il tutto sopra uno Sky Pod della Fox, completano l’avamposto, dietro, un borsone pieno di tanta minuteria. Grande cura metto nella scelta del materiale per il mio confort personale, scegliendo solo il meglio. L’imbarcazione occupa un ruolo importantissimo del mio bagaglio, e così con l’intervento di Big Fish, con “JOLIE” riesco sempre ad agire al massimo delle mie possibilità con il più alto grado di sicurezza. L’infinita esperienza di Richworth e Big Fish fanno la mia tranquillità nel disporre sempre del meglio che c’è, a livello di esche, inoltre i frequenti contatti con Fabio Boscolo, mi permettono di tenermi sempre aggiornato su tutto quanto riguardi le novità del settore.
-D. E ora il tuo terreno, pardon! Acqua preferita...
-R.Avrei voluto dire tutte, ma dopo aver provato in modo insistente i fiumi e i canali della mia zona, posso affermare che la pesca in acque correnti è troppo dura e scomoda per me. Per questo sono riuscito a modellarla al mio stile e a praticarla con profitto e soddisfazione massime. Comunque , se dovessi scegliere, preferirei la calma e la tranquillità dei grandi laghi, delle grosse cave . Der, Orient, Cassien, Pusiano , Ossiacher , rimangono le mie mete preferite anche se la magia del carpfishing mi coglie ogni qualvolta ho la possibilità di immergere le mie lenze in acque mai pescate prima, anche se queste sono di dimensioni limitate.
-D. Hai qualche sassolino nello stivale che vorresti toglierti ?
-R. In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscere molti amici, la maggior parte dei quali si sono rivelati ragazzi degni di meritare la mia stima e la mia fiducia, cosa che in genere non nego a nessuno, mentre alcuni mi hanno letteralmente deluso prendendomi in giro e tradendo la mia disponibilità nei loro confronti, facendomi perdere il mio già poco tempo a disposizione il più delle volte (e di questo mi dispiaccio) tolto alla famiglia. Non sopporto questo sfrenato arrivismo, questa insensata corsa agli sponsor, la caccia ai record...Tutto questo è assurdo e va contro a quella che è la vera essenza della nostra grande passione, ovvero la pace e la tranquillità che un uomo paziente coltiva nel suo cuore.
-D. Per concludere il messaggio di Stefano Forcolin a chi pratica e a chi vorrà praticare il carpfishing...
-R.Cari amici, io penso che tutte le passioni del mondo meritano di essere coltivate, un uomo appassionato vive sicuramente meglio la propria vita e riesce ad essere più felice, se è vero che nel nostro cammino siamo alla continua ricerca di un po' di felicità, chi approda sulle spiagge del carpfishing sarà sicuro di poter trovare la strada che lo porterà alla meta sognata. Coltivate sempre i vostri sogni, dedicate il vostro tempo, leggete, informatevi in tutti i modi che potete, non mollate alle prime delusioni, insistere ne è sempre valsa la pena. Lavorate duro, ricordate che il lavoro nella pesca , come nella vita, paga sempre, andate a pesca, ogni volta che ne avrete la possibilità, ma state anche con i vostri figli e vostra moglie, pensate che pescare è sempre un po’ tornar bambini e questo vi arricchirà , ma ricordate che la pesca mette tutti sullo stesso livello, ne poveri ,ne ricchi ma soltanto uomini sotto il dominio del “grande amore”, la fortuna farà poi il resto, quella fortuna che è dentro al destino, noi il nostro faremo di tutto per aiutarlo!
stefano forcolin
CARPISTA: CHI SEI?
Versione integrale del discorso tenuto al convegno di Carpfishing Italia: “la carpa e la pesca notturna: da conflitto a collaborazione”, al 6° Carpitaly 2004 (Gonzaga MN) Di Stefano Forcolin.

Sono veramente molto lusingato di essere stato invitato dal “mio” presidente a prendere parte a questo importantissimo appuntamento, in quanto sono convinto che questa sia un’ occasione dalla quale, il nostro movimento, possa estrarre le giuste forze per riuscire a compiere quel grande passo in avanti che tutti quanti noi auspichiamo in questo momento, per il nostro futuro. Sono altresì orgoglioso di rappresentare una platea così gremita di carpisti come me, ma penso anche a quanti, per ragioni di lontananza, non possono essere qui, noi li sentiamo vicini. Mi devo subito scusare con tutti voi, ma la mia poca dimestichezza in simili situazioni e la mia forte emozione, mi costringono a tenere l’occhio fisso sui miei appunti, probabilmente dimenticherei tutto! Col mio intervento cercherò di portare una testimonianza e le mie sensazioni per riuscire a disegnare ancora meglio, quello che è l’identikit del carpista, la sua personalità, l’etica, la sua morale, il suo pensiero e , perché no, i suoi desideri.

Rapporto con l’ambiente: Personalmente ho ancora ben impresso nella mente la sensazione che provai nello scoprire che era nata una tecnica di pesca che prevedeva un indissolubile legame con l’ambiente, lunghe sessioni, completamente immersi nel verde. Naturalmente me ne innamorai subito… Il carpista è un assoluto estimatore della natura. Rispetta i luoghi che frequenta e ama gli scenari che lo ospitano. Il carpista, nella ricerca dei propri luoghi di pesca predilige il verde e l’azzurro. Si fa accarezzare continuamente dall’idea di poter camminare a piedi nudi sull’erba senza il pericolo di calpestare i cocci di una bottiglia abbandonata. Lui ha sempre nel fondo della borsa un sacco per la spazzatura con il quale ripulire i posti dai rifiuti abbandonati. Il carpista non getta a terra nemmeno un mozzicone di sigaretta…Quando se ne va lo fa senza lasciare traccia del suo passaggio. Il carpista non lo vedi, la sua presenza è sempre molto discreta, lui non accende fuochi, non schiamazza, in silenzio erige la sua tenda che è dello stesso colore dei cespugli che lo circondano, le sue attrezzature, il suo vestiario ma soprattutto il suo pensiero sono mimetici, questo per essere in sintonia con l’ambiente e per entrare più velocemente , senza per questo sconvolgerlo, il meraviglioso mondo di madre natura. Il carpista nella sua borsa tiene anche una pala, con la quale in caso d’emergenza copre i propri bisogni, qualcuno sta già pensando all’acquisto di un w.c. chimico, il massimo sarebbe trovarlo nei luoghi di pesca più battut
i.
i.Qualcosa di buono: Un carpista può essere anche una sentinella nella notte! In alcune cave, adibite a discariche abusive, qualcuno ha dovuto smettere di fare i propri comodi in tutta tranquillità e mentre il carpista di notte è un fuorilegge, c’è qualcuno che non lontano tende una rete…Se per caso ti alzi presto , lo puoi vedere mentre aspetta l’alba, oppure disteso, mentre ammira un cielo pieno di stelle, al tramonto invece lo sorprenderai mentre scatta una fotografia ad un sole rosso. Lo incontri all’improvviso, tra la nebbia o su di un prato fiorito, sotto un sole cocente o mentre saltella per il freddo. Nessuno lo può tener lontano da quelle rive che tanto lo attraggono. Il carpista è disposto a sacrifici enormi per ottenere il meglio dalla propria passione: sonno, affetti, danaro, orari straordinari di lavoro e, a volte anche tanta fatica fisica…
Quanti chilometri per Il carpista che prepara i suoi posti di pesca pasturandoli amorevolmente! Per far questo può compiere qualche centinaio di chilometri alla settimana, lo fa per abituare i pesci alle proprie esche. Lo potrai trovare sulle strade con la macchina stracarica ed una barca sopra la capote, magari è partito a mezzanotte anche se aveva puntato la sua sveglia sei ore dopo…Lui non riesce a dormire alla vigilia di una sessione tanto attesa. E’ un grande viaggiatore , è già stato visto in molti stati d’Europa e ultimamente si spinge volentieri anche fuori dal vecchio continente.

Nella vita…Il carpista lavora: Può essere un artigiano o un aviatore, un operaio, un medico oppure un muratore…. Perché chi lavora ha bisogno del carpfishing come una delle poche terapie che ha effetto immediato contro lo stress, se poi il carpista è giovane avrà ancora più bisogno di questa panacea che lo potrà tener lontano dalle mille tentazioni negative che il vivere moderno gli offre. Nella sua testa c’è sempre posto per un pensiero rivolto alla sua passione: una ricetta perfetta per un’esca magica o una strategia infallibile per la prossima uscita, tante piccole cose che lo aiutano a distogliersi dal grigiore che la vita di tutti i giorni molte volte ci impone. Il carpista ha la suoneria del telefonino tipo segnalatore d’abboccata e ogni volta che qualcuno lo chiama si ricorda dell’emozione che prova quando una delle sue carpe è in fuga…E’ anche un cuoco sopraffino, si diletta in manicaretti che poi, assaporati all’aperto, hanno tutto un altro sapore,o forse…E’ solo fame! Passa intere giornate nel proprio garage a produrre boilies, far bollire delle granaglie , plastificare dei piombi o legare degli ami, ma sa bene che la sua famiglia ed il suo lavoro hanno sempre il sopravvento, questo perché è un uomo appassionato ed un appassionato è innamorato, un uomo innamorato è felice, un uomo felice è per forza un uomo equilibrato, semplice!
I rapporti con le carpe: Le nostre acque, dopo l’avvento del carpfishing, hanno dimostrato in realtà, di che cosa sono capaci: pesci che nessuno avrebbe mai pensato di vedere…Il carpista ha sempre un fremito quando riesce nella cattura di una di esse. La posa dolcemente sul materassino e tenendo bagnato il pesce, toglie l’amo con la massima attenzione, poi cura le ferite e abbracciando la sua preda si fa immortalare in quello che sarà il suo unico trofeo, perché poco dopo riaccompagnerà con il corpo e con la mente il suo pesce direttamente nel suo ambiente…
Come momento sociale, di aggregazione, di scambi culturali e come fonte di amicizie, il carpfishing non ha eguali. Questo perché, quando incontri un carpista, in parte, ti sembra già di conoscerlo, è come se avessi già letto la metà di un libro appassionante e non vedi l’ora di continuare. E’ un vero peccato che tra noi ci sia ancora qualcuno che di quel libro ha guardato solo la copertina o il marchio. Bisognerebbe comprendere che questi stupidi integralismi fanno solo del male a noi e alla nostra passione. Siamo carpisti della terra, tutti sotto lo stesso cielo. Trovare un amico nel nostro mondo, non è difficile…Ci sono troppi bravi ragazzi…Tutti uguali e tutti diversi…Il carpista gode della compagnia di tante persone e ricerca avidamente questi assoluti momenti di socializzazione, ma può anche resistere una settimana da solo, perché sa assaporare la solitudine come uno spazio assoluto ,da esplorare, per guardarsi dentro.
Per quanto riguarda i rapporti con gli altri…Dovremmo tutti ricercare sempre il massimo equilibrio, le acque sono un patrimonio, libero di essere goduto da tutti, posti pasturati e, per questo, esclusivi, lenze tese di traverso o a 500mt, gomme bucate, atti vandalici, non dobbiamo permettere che tutto ciò prenda il sopravvento, emarginiamo chi ostacola lo sviluppo della nostra tecnica, cerchiamo, noi per primi, di dare il buon esempio e di essere sempre accondiscendenti ed altruisti, tutto ciò ci sarà reso.

Grazie a tutti. Con questo concludo il mio intervento ringraziando tutti coloro i quali hanno contribuito in tutti questi anni allo sviluppo di questa meravigliosa tecnica di pesca. Una scintilla che per me è scoccata 12 anni fa e da allora non mi ha più abbandonato, mutando positivamente il mio modo di vivere. Una passione nata nella notte dei tempi e completamente proiettata nel futuro, che affonda le radici nei veri valori del passato andati forse un po’ perduti. Questa nostra, è una passione pulita e completa, che offre un’ occasione divenuta oramai rara, ossia la possibilità all’uomo di tornare se stesso, è per questo che io oggi, ringrazio tutti voi ed il “MIO CARPFISHING!!”
Stefano Forcolin